Ida Mitrano, apprezzata critica e storica d’arte, da molti anni frequenta lo studio romano del pittore Ennio Calabria. Ne conosce gli angoli più nascosti che racchiudono tanti aspetti del carattere umano e del percorso creativo del grande maestro, del quale ha esaminato ed approfondito dipinti, pensiero filosofico analitico ed estetico, sofferenza dell’atto formativo dopo il corto circuito che fa nascere l’idea (ἰδέα in greco antico da cui ἰδέἶν vedere) che stanno dietro ogni opera. Interventi di critica d’arte in svariate occasioni, saggi importanti e più impegnativi pubblicati su cataloghi: l’opera di Ennio Calabria nell’attività professionale e di docenza da parte di Ida Mitrano è stata l’elemento catalizzatore.

Ma questa episodicità, pur se prestigiosa, non è stata sufficiente per appagare l’ambizione della studiosa di arte per presentare un protagonista dell’arte e della cultura contemporanee nella sua interezza, come uomo, artista e intellettuale. Del resto si tratta di affrontare circa sessant’anni di storia dell’arte in Italia, principalmente a Roma dove Calabria esordisce nel 1958. Una operazione complessa che Ida Mitrano risolve attraverso la stesura di un lungo e complesso saggio, intitolato Ennio Calabria. Nella pittura la vita, pagine 184, pubblicato da Bordeaux edizioni al termine dell’estate 2017.

Il libro si articola in tre sezioni. La prima è quella che Ida Mitrano adotta per presentare il pensiero filosofico ed estetico dell’artista. La seconda riguarda il confronto biobibliografico del percorso creativo, giacimento vasto e profondo che testimonia l’attenzione e l’interesse del mondo della cultura per l’uomo, l’artista e l’intellettuale. La terza sezione è quella probabilmente più ricca di novità perché riguarda la ricostruzione documentale della vita di Ennio, a partire dalle origini della famiglia.

La prima parte risolve brillantemente lo scavo nella coscienza dell’uomo Calabria, facendo parlare lo stesso artista, creando così la trama di un dialogo dove non c’è chi fa la domanda e chi risponde, nel senso classico dell’intervista, ma secondo il canone della conversazione e di un confronto tra pari. Una sorta di διάλογος (derivato di διαλέγομαι, conversare, discorrere) sempre per tornare alle origini del sapere occidentale. Balza in tutta evidenza l’acutissima analisi che il pittore ha condotto in questi ultimi venti anni sulla società, le sue trasformazioni, sugli sconvolgimenti comportamentali che ne sono derivati per l’uomo e per l’agire contemporaneo privo del senso di sé. Da tutto ciò ne discende la ricerca di una nuova dimensione dell’uomo nella sua attitudine al pensare e alla natura del suo essere terreno, di cui la morte fisica segna l’approdo nel vuoto il cui inizio è già nell’esistenza materiale. E’ materia difficilissima da metabolizzare perché tutto ciò si fa arte, diviene materia incandescente dell’atto creativo. E’ il magma che origina la vita stessa.

Segue l’analisi biobibliografica critica delle opere più significative di Ennio Calabria attraverso il ricorso a documenti, scendendo in quel giacimento vasto e profondo che è fatto di articoli, recensioni di mostre, saggi, interviste, partecipazioni a dibattiti, in cui il filo conduttore è sempre la ricerca della verità e del senso dell’essere. Una lavoro di ricerca che Ida ha condotto con pazienza e grande competenza, aiutata dal suo ruolo di docente universitaria e di studiosa agguerrita sul fronte della ricerca delle fonti e della documentazione.

La sezione intermedia può dirsi iconografica, in quanto presenta una selezione della opere più significative del cursus honorum di Ennio Calabria, privilegiando le opere che hanno maggiore dimensione simbolica riferita alla coscienza e alla percezione della realtà e del presente. Non poteva mancare il richiamo a quel vastissimo patrimonio iconografico dato dal rapporto con il mondo del lavoro, le grandi battaglie politiche e sindacali, a cominciare dallo stupefacente dipinto intitolato Gramsci del 1967 che presenta il pensatore marxista come una sorta di divinità laica e prima ancora I funerali di Togliatti del 1965, fino ai manifesti per tante manifestazioni politiche e sindacali.

L’ultima sezione è quella biografica. Anche qui l’autrice ricorre alla documentazione possibile per ricostruire il percorso dell’uomo Calabria che s’intreccia inevitabilmente con quello dell’artista e anche con tanti accadimenti della vita e del tempo trascorsi. E quante sono le cose che si scoprono, che si apprendono o si rinverdiscono, leggendo queste lunghe pagine divise per blocchi di anni, corrispondenti alle fasi della vita del maestro ed ai suoi rapporti con i maggiore esponenti della communitas culturae. Il merito è anche dell’Archivio Calabria, curato da Rita Pedonesi, che ha messo a disposizione della studiosa tutti i materiali disponibili.

Il libro procede con una scrittura densa, efficace, scientificamente calibrata. Del resto, scrivere di e su Ennio Calabria non si corre mai il rischio della banalità se il possesso dei mezzi espressivi è adeguato. Ida Mitrano possiede queste qualità e le mette al servizio di una prosa sicura e sincera. Un’operazione preziosa e utile per addentrarsi nei meandri dell’arte contemporanea e per apprenderne i significati reconditi, quando ci sono. E nel caso di Ennio Calabria non solo esistono ma sono da esempio e modello a chi guarda all’arte con interesse vero e non mercantile, come spesso succede quando si privilegia la tendenza del mercato.

Per Gabriele Simongini, docente di storia dell’arte e critico, Ennio Calabria è il pittore del volo, non nel senso futurista del termine ma inteso come inquadratura della scena e delle figure, quasi sempre costruite in una tridimensionalità in cui il vedere da sotto in alto assume il carattere di una spazialità tipica del volo ascensionale. Per il sociologo Franco Ferrarotti, la realtà nelle sue accezioni più vasta è l’areale della pittura di Calabria; da qui la ripartenza ogni qualvolta si manifesta un mutamento della società e della cultura che obbliga a fermarsi un attimo per superare lo smarrimento. Una ripartenza che apre la strada ad una nuova fase che non si può dire sincretica, in quanto l’artista reinventa se stesso e il suo pensiero attraverso la ricerca del sé nella propria coscienza profonda, ma che dà il meglio di sé in nuove forme e incandescenti pensieri. Il volume raccogliendo molte testimonianze di quanti si sono accostati all’arte, al pensiero e all’uomo Ennio Calabria, consente di guardare con strumentazione estetica più adeguata all’opera smisurata di questo autentico prodigio dell’agire contemporaneo.

Inoltre, attraverso la lettura delle preziose pagine del libro si compie un itinerario critico nell’arte del secondo Novecento, all’interno della quale Ida Mitrano ci conduce con sicurezza di giudizio e compiutezza di conoscenza. Il punto di riferimento è sempre Ennio Calabria che campeggia sull’orizzonte della contemporaneità come un vero e proprio gigante, capace di risorgere ogni volta, dopo l’offuscamento momentaneo delle nuove tendenze dell’arte, spesso inconsistenti, e dello stesso mercato vorace e subdolo. Perché la pittura per essere tale, deve manifestarsi attraverso materia forma e colore, risultato dell’actio e della tecnica guidati dalla coscienza e non dalla casualità che non lascia nulla nel tempo. Ennio Calabria risorge ogni volta, sempre più audace, coerente e concreto, nello stesso tempo restando se stesso.

Per questo ogni sua apparizione pubblica suscita interesse e attenzione, stupendo talvolta i non addetti ai lavori per tanta popolarità. Egli è apprezzato da migliaia di appassionati amanti dell’arte, consapevoli di avere a che fare con un protagonista del nostro tempo. Questa verità Ida Mitrano la conosce bene e mette a disposizione il frutto della sua fatica di studiosa per tutti coloro che vogliono conoscere meglio l’uomo e l’artista che ha trovata «nella pittura la vita».

Agostino Bagnato 

Roma, 14 ottobre 2017

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