Una questione di questionari, di Nicola Siciliani de Cumis., pp. 192, Solfanelli, Euro 15,00

Una riforma necessaria, ma complessa e interfacciata, quella dell’università e della ricerca. Ogni governo ha tentato di affrontare il tema e di portarlo avanti, cercando di fare tesoro delle esperienze dei precedenti governi nel caso di ministri virtuosi, ma nella maggior parte dei casi con proposte velleitarie, inconcludenti quando non dannose. Il necessario coinvolgimento degli addetti ai lavori, docenti e operatori dell’università e degli istituti di ricerca, accanto ai rappresentanti degli studenti, non sempre ha dato i risultati sperati. Né gli esperti, magari basandosi sulle esperienze di altri Paesi, hanno fornito contributi fondamentali, spesso contrastasti dal potere politico. Lo sforzo di mettere in pratica, di volta in volta, i contenuti della riforma, si è manifestato in tutta la sua evidenza, per motivi oggettivi di natura storico culturale ma anche legati alla qualità del corpo docente. Anche su aspetti particolari, come la valutazione dei risultati della ricerca, le difficoltà di attivare circuiti virtuosi si sono presentati in tutta la loro evidenza, legata a differenti criteri interpretativi e valutativi. Rivelatisi ancora più gravi, come nel caso dell’insegnamento e della ricerca in campo umanistico.

Porta un esempio illuminante delle oggettive difficoltà ad affrontare la materia Bongiorno, Università. Dal “giornale di bordo” d’un “referente d’Area”. Un questionario di questionari, ultima fatica di Nicola Siciliani de Cumis, da oltre quarant’anni impegnato nella pedagogia, nella didattica e nella ricerca a ogni livello. Titolare della cattedra di Pedagogia generale presso la “Sapienza” Università di Roma; massimo studioso di Antonio Labriola, Antonio Gramsci, Anton Semënovič Makarenko e Muhammad Yunus, ha condotto ricerche basilari sulla pedagogia nella società contemporanea, completando la sua esperienza come docente nelle carceri di Rebibbia (Roma) e di Siano (Catanzaro). Chiamato a far parte del nucleo di valutazione dell’esperienza universitaria di “Valutazione della Qualità dei risultati della Ricerca” nell’ultimo periodo, si sforza di introdurre tematiche di oggettiva necessità e urgenza per disegnare l’”Università di domani”, nella sua visione della pedagogia della prospettiva per la quale si è sempre battuto. Si tratta dell’Università del futuro, affrontando il presente e guardando alle necessità della riforma.

Le difficoltà del lavoro sono evidenti per differenti orientamenti e punti di vista, sicché di fronte al dilemma di partecipare a una riunione del gruppo di lavoro o mantenere il programmato appuntamento per il ricevimento studenti, il professore avverte il dovere, il dovere dico, di dare la precedenza agli studenti, ragioni di fondo dell’essere e dell’esistere dell’università. E’ un solo esempio della quotidianità dei problemi che si incontrano e si scontrano nelle aule e nei corridori delle università italiane.

Condotto come “Giornale di bordo” da parte del “referente d’Area”, il volume di Nicola Siciliani de Cumis è presentato come “Un questionario dei questionari”. Il tutto esplicitato attraverso la pubblicazione della corrispondenza tra i responsabili del Nucleo di valutazione per mettere in evidenza la complessità e la differenza di vedute sulla materia tra alcuni componenti del nucleo stesso, compreso comportamenti e stili didattici.

Un libro sicuramente difficile, ma utile e necessario. Si legge con interesse anche da parte dei competenti, dalla conversazione dell’autore con Franco Ferrarotti e dalla presentazione di Claudio Conte, detenuto fine pena mai nel carcere “Caridi” di Siano. Il testo di quest’ultimo è la testimonianza di cosa debba essere la riabilitazione carceraria prevista dalla Costituzione della Repubblica Italiana e di come oggi non sia, nonostante la riforma del sistema carcerario approvato dal governo Gentiloni nell’ambito della riforma della giustizia e disattesa dall’attuale governo sovranista e populista Salvini-Di Maio.

Quindi un pugno nello stomaco per le anime belle dell’insegnamento come missione astratta. Siciliani de Cumis ricorda a tutti nella scuola come nell’università bisogna lottare ogni giorno per compiere il proprio dovere di uomini e di docenti, per rispondere alla Costituzione e a se stessi.

Agostino Bagnato

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