Luogo: Vasto, Palazzo d’Avalos, Sale del Piano Nobile, piazza Lucio Valerio Pudente 5
Inaugurazione: sabato 13 dicembre 2014, ore 17.00
Durata: 14 dicembre 2014-15 febbraio 2015
Giornate e orari di apertura: dal 14 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015, tutti i giorni, ore 10.30-12.30/16.00-19.00; dal 7 gennaio al 15 febbraio 2015, sabato e domenica, ore 10.30-12.30/16.00-19.00. Possibilità di concordare aperture di giorno feriale per gruppi già costituiti. Per informazioni e prenotazioni: 0873/367773, 334/3407240

La mostra, fortemente voluta dal Sindaco di Vasto, Luciano Lapenna, patrocinata dal Comune stesso, dalla Regione Abruzzo e dalla Provincia di Chieti, è curata da Claudio Crescentini e coadiuvata da un prestigioso Comitato scientifico internazionale, di cui fanno parte: Agostino BAGNATO, “Sapienza” Università di Roma; Fabio BENZI, Università “G. D’Annunzio” degli Studi di Chieti; Marcello CICCUTO, Università degli Studi di Pisa; Emerald McMORNEY, South Dakota State University, College of Arts and Sciences, Brookings, Brookings County (USA); Daniela PORRO, Soprintendente della Soprintendenza SPSAE e Polo Museale della Città di Roma; Nathalie PORTLAND, Oakland University, Academic Human Resources, Rochester, Michigan (USA); Claudio STRINATI, CdA Azienda Speciale PalaExpo, Roma; Alessandro ZUCCARI, “Sapienza” Università di Roma.

La mostra, organizzata da Roma Centro Mostre, intende proporsi a corollario della chiusura delle celebrazioni per il 450° anniversario della morte di Michelangelo (1564-2014) per celebrare, attraverso la raffinata arte dell’incisione, «La memoria e il volto», come definito dal titolo, di Vittoria Colonna e appunto di Michelangelo, partendo proprio da Vasto, fisiologico nodo strutturale della vita della Marchesa di Pescara, grande amica e guida spirituale del “Genio del Rinascimento”.

La mostra, composta da circa 40 opere fra rare incisioni, grafiche e volumi a stampa, è divisa ideologicamente in “Stanze”, ad imitatio delle novelle umanistiche tanto amate e utilizzare da Vittoria e Michelangelo anche nelle loro liriche. Stanze metaforiche, intese però come spazi strutturati, mediante le quali la regia complessiva dell’esposizione non si limiterà ad affrontare solo questioni relative alla letteratura e alla poesia, dove quasi sempre è stato relegato il rapporto dei due protagonisti, spaziando invece per la teologia, la storiografia, la storia sociale del periodo, in una prospettiva artistica e quindi storico-artistica rinnovata.

In definitiva si tratta di una mostra aperta alle nuove realtà scientifiche, improntata sull’analisi del pensiero e della spiritualità comuni ai protagonisti della vicenda, a partire dai d’Avalos e, in particolare dai suoi due maggiori rappresentanti del XVI secolo, il Marchese di Pescara Ferdinando Francesco d'Avalos, detto Ferrante e Alfonsus Daualus Vastius, del quale sarà esposto il ritratto inciso da Tobias Stimmer nel 1580.

La vicenda, gli incontri, i protagonisti rivivranno appunto nelle stanze del Palazzo d’Avalos di Vasto, tramite l’esposizione, per così dire, “del volto stesso” dei protagonisti ma anche dei comprimari della vicenda storica, immortalato nel tempo da incisioni originali e grafiche inedite, estrapolate da una serie di collezioni private nazionali e che cronologicamente vanno dal XVI al XX secolo, a definizione quindi anche del protrarsi nel tempo del mito di Michelangelo, di Vittoria Colonna e della sua cerchia, come nel caso dell’amica di culto e cultura, Giulia Gonzaga, della quale sarà esposto il ritratto inciso da L. Stocks.

Si tratta quindi del recupero di una storia molto avvincente che oltre a legare Vittoria Colonna e i d’Avalos, e quindi Vasto, mette anche in rilievo la grandezza della nobildonna per il tramite dei personaggi, intellettuali e artisti che hanno ruotato attorno alla sua figura, ad iniziare appunto da Michelangelo e la devozione mistica dell’artista, bene identificata dagli scritti stessi dei due protagonisti, di cui in mostra sarà presente il raro volume di Pierre de Bouchaud, nell’edizione francese del 1911. Ma anche la rarissima raccolta di Rime della diva Vittoria Colonna, edita nel 1542 a Firenze e un ormai introvabile volume delle sue rime con copertina in pelle, con figura a sbalzo, creata da uno dei più grandi artisti del primo Novecento italiano: Duilio Cambellotti.

Per quanto riguarda Michelangelo, prezioso sarà il prestito dell’incisione originale che lo ritrae mentre scolpisce, facente parte della serie settecentesca francese Italie Pittoresque. In linea con questa tematica sarà esposto anche un Ritratto di Michelangelo, fra gli altri, qui rappresentato di profilo, su rame e velina riportata su carta grave, con grandissimi margini (XVIII sec.). Rarissima anche la litografia originale, con un nuovo ritratto a mezzobusto di Michelangelo, incisa da Antonio Zenon a Napoli, nel 1838.

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