
Museo archeologico nazionale di Civitavecchia
Un dialogo tra l'antica Etruria e il contemporaneo
Un 'urna etrusca, simbolo della memoria e del rito funerario, incontra l'arte contemporanea di Massimo Luccio/i in una mostra che attraversa il tempo e restituisce nuova voce al patrimonio del Museo
…Dalle Ceneri Cosmiche…
Conclude così il suo breve saggio Martina Corgnati per accompagnare la mostra “Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”, in apertura al Museo Archeologico Nazionale della città portuale. Un dialogo fra un gioiello della coroplastica etrusca di produzione ceretana ed alcune terrecotte contemporanee.
I soggetti della mostra sono delle urne, simboli funerari quindi, ed una riflessione sul tema della morte.
Martina Corgnati, storica dell’arte, autrice del libro “L’ombra lunga degli Etruschi”, vicedirettrice dell’accademia di Brera e membro del comitato scientifico della fondazione Rovati - istituzione milanese che vanta una splendida, sia per qualità che per quantità, collezione di ceramiche e coroplastiche etrusche messe a confronto con lavori di arte contemporanea di autori come: Lucio Fontana, Sebastian Matta, Andy Warhol, Luigi Ontani, Giulio Paolini ed altri - sicuramente sul tema Etruschi e contemporaneo ha le mani in pasta.
Certo, con l’affermazione che “…l’arte scaturita insieme all’uomo dalle ceneri cosmiche, continua ancora e a ogni istante a distillare senso e bellezza dall’infinito…”, Martina Corgnati coglie il significato più profondo che gli Etruschi davano alla vita. La continua e costante tensione a stabilire un contatto con l’universo, attraverso uno sforzo prolungato e non occasionale di un rapporto fra terra e cielo. Tutto di loro parla di questo.
Quando questo concetto di infinito emerge nella mente umana? Come e perché nasce? E’ possibile che sia una nostra invenzione per esorcizzare la paura della morte rimandando ad una realtà ultraterrena ed eterna? Concetti fondanti e fondamentali per filosofia e religione. Che cosa rimane di noi al momento dell’addio definitivo? Questi i pensieri che giravano nella mia testa al momento di affrontare il lavoro delle urne. Ed ho trovato una sola risposta.
Lasciarsi invadere dal fascino del nulla, percepire l’assenza ed il vuoto, e distillare da questo impercettibili segni, improbabili tracce, instabili memorie e, infine, riposarci dentro.
Massimo Luccioli maggio 2026 
Dal 29 maggio al 29 novembre 2026 il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia ospita la mostra "Il corpo che resta: la protltesis nell'urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee", a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mando lesi, con il contributo di Maiiina Corgnati.
Al centro dell'esposizione, una straordinaria urna in terracotta realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C., un unicum in Italia che rievoca il rito della prothesis, l'esposizione del corpo dell'eroe dopo la morte, trasmessa in Etruria dal mondo greco. Sul coperchio, la figura del defunto giace distesa su un letto decorato, sotto un lenzuolo, con il capo ornato da un raffinato copricapo da cui scendono simmetriche ciocche inanellate.
L'opera, attribuibile a una prestigiosa bottega ceretana specializzata nella coroplastica dipinta -probabilmente la stessa cui si devono anche i celebri Sarcofagi degli Sposi di Villa Giulia e del Museo del Louvre - rappresenta una testimonianza di eccezionale valore storico e artistico. Solo quattro esemplari simili sono oggi conservati tra il Louvre e il British Museum.
Recuperata grazie a un'importante operazione della Guardia di Finanza e sottoposta a restauro e indagini diagnostiche, l'urna è oggi uno dei pezzi più preziosi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. Sul fregio laterale si sviluppa una scena di caccia di grande forza narrativa, con felini che assalgono una preda e satiri distesi alle estremità, in una composizione di straordinaria raffinatezza formale.
Accanto al capolavoro etrusco, la mostra propone un intenso dialogo tra antico e contemporaneo attraverso quattro opere dell'artista Massimo Luccioli, raccolte sotto il titolo Dalle ceneri cosmiche e curate da Martina Corgnati, storica dell'arte dell'Accademia di Brera. Un accostamento che costruisce un ponte ideale tra epoche diverse, invitando a riflettere sulla persistenza dei simboli funerari e sulla capacità dell'arte di interrogare il rapporto tra memoria, perdita e permanenza.
"Questa mostra restituisce al pubblico non solo un'opera straordinaria, ma anche il senso profondo del museo come luogo di tutela, conoscenza e dialogo tra epoche diverse. L'urna etrusca di Civitavecchia racconta una memoria antichissima che continua a parlarci, mentre il confronto con il contemporaneo amplia lo sguardo e rinnova il significato stesso del patrimonio culturale", dichiara Elisabetta Scungio, Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio del Ministero della cultura.
L'esposizione è accompagnata da un catalogo divulgativo delle opere, edito da Antiqua Res, e da un ciclo di incontri culturali che si svolgeranno nei mesi estivi e autunnali 2026 presso il Museo.
Il primo appuntamento è in programma venerdì 5 giugno alle ore 17.30 con la presentazione del catalogo alla presenza dei curatori e degli autori.
La mostra è ospitata al terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia, aperto al pubblico in occasione dell'evento. Si tratta di uno spazio particolarmente significativo all'interno del percorso museale, che custodisce importanti collezioni archeologiche ottocentesche, tra cui le celebri sfingi in nenfro del "Maestro di Civitavecchia", vasi greci ed etruschi provenienti dal Museo Civico bombardato nella Seconda guerra mondiale e una selezione di reperti fra Cerveteri e Tarquinia provenienti dai sequestri effettuati dalle Forze dell'ordine.
Il Museo è attualmente coinvolto in un importante progetto di riallestimento e ampliamento museografico che interesserà tutti e quattro i piani dell'edificio, grazie a finanziamenti pubblici straordinari e alle risorse del PNRR - Investimento 1.2 Accessibilità. Il nuovo ordinamento raddoppierà gli spazi espositivi e di fruizione, con la riapertura completa prevista dopo l'estate 2026.
Inaugurazione
Venerdì 29 maggio 2026, ore 17.30
Intervengono
Elisabetta Scungio, Direttrice regionale Musei nazionali Lazio
Lara Anniboletti, Direttrice Museo archeologico nazionale di Civitavecchia
Maria Antonietta Rizzo, Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio Alessandro Mandolesi, curatore della mostra
Martina Corgnati, storica dell'arte dell'Accademia di belle arti di Brera
Massimo Luccioli, artista
Calendario estivo delle conferenze
Venerdì 5 giugno 2026, ore 17.30
Presentazione del catalogo della mostra
Il corpo che resta: la prothesis nell'urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo, a cura di Lara Anni bo letti e Alessandro Mandolesi
Venerdì 19 giugno 2026, ore 17.30
Ifke van Kampen
Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno
Venerdì 26 giugno 2026, ore 17.30
Carlo Alberto Falzetti, Sandro Scotti, Maria Rosa Lucidi
Le donazioni dell'Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia
CONTATTI
Direzione regionale Musei nazionali Lazio
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