di Agostino Bagnato
Si è svolta anche quest'anno la Sagra della Sujaca, questa bellissima manifestazione laica legata alle tradizioni agricole e culinarie del borgo sul Poro.
Non è una Sagra qualsiasi, ma un momento di vita collettiva che coinvolge l'intera popolazione, dal montaggio dei tavoli all'all'aperto alla meticolosa preparazione del cibo. 
La preparazione della sagra
Tutto è iniziato il giorno prima, con l'arrosto dei peperoni, la spellatura e il condimento con olio extra vergine di oliva di Caria, la creazione delle porzioni e l'impiattamento, tutto rigorosamente a mano. Questa operazione è avvenuta il 5 agosto, impegnando il focolare di ogni famiglia.. La mattina del 6 agosto è stata la volta della cottura dei fagioli nella pignatta di coccio, tutto a fuoco lento e della consegna alla mensa principale per la distribuzione ai partecipanti. La festa è iniziata alle ore 20. Il pasto è aperto da un crostino di pane abbrustolito spalmato di 'nduja.
La cottura dei fagioli nei forni
Le bevande rientrano nella tradizione locale.
Nessuno si tira indietro e i cariesi che tornano per l'estate partecipano al rito con impegno e passione, come se non avessero mai lasciato l'antico borgo.
Una socialità che si trasforma in ospitalità per chi visita Caria in questo periodo e si trattiene alla festa enogastronomica. Una socialità e una ospitalità che affondano le radici nel più lontano passato, nelle tradizioni magnogreche e bizantine, nella cultura rurale e nella reciprocità del mondo contadino.
La "restanza", per dirla con l'antropologo calalabrese Vito Teti, trova in questa eccellente coralità la sua vera dimensione umana.
Nessuno ha potuto contare i visitatori della Sagra di quest’anno. Una folla continua ha sciamato tra i tavoli, consumando i prodotti tipici e trattenendosi poi per ballare al ritmo di musica popolare. 

La grande ed allegra folla dei partecipanti alla Sagra
Una grande festa della Restanza, della comunità che non si arrendere e rinnova ogni anno il rito del ritrovarsi e riannodare legami e rapporti vecchi e nuovi.
Grande lavoro svolto dal Comitato organizzatore, con il supporto dell'intera popolazione. Una prova eccellente di comunità coesa e orgogliosa della propria natura. Questa è la natura delle popolazioni rurali del Poro transitare nel Terzo Millennio.
il video ci fa entrare per qualche secondo nella magica atmosfera della serata del 6 agosto
Foto e video di Enrico Fortaleza Bagnato
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