ERA L'ULTIMO RAMOSCELLO DEL VASTO ALBERO FAMILIARE
Catanzaro, 1970, festa per i 90 anni di Maria Rosa Naso, seduta al centro, da sinistra: Domenicantonio, Costantino, Rosetta, Rosaria, Agostino, Rosina Bagnato
Capelli rosso Tiziano, carnagione bianca con numerose lentiggini, corporatura regolare e voce aggraziata: così ricordo mia cugina Rosina Bagnato a Vibo Valentia all'inizio degli anni Sessanta.
Figlia del maestro Alessandro Bagnato del ramo di Tropea e Rosaria Bagnato del ramo di Parghelia-Caria, era la terza figlia dopo Domenicantonio e Agostino, cui sarebbe seguito Giuseppe, morto giovanissimo in seguito a un intervento di appendicite non riuscito. Erano tutti nati a Caria tra gli anni Venti e Trenta e vivevano con i nonni materni nella grande casa di Giardinello, ancora esistente, dotata di ampio giardino ricco di piante da frutto, di arbusti fioriti e di aiuole per la coltivazione di fiori recisi.
Tutti impegnati nella professione di geometra i maschi. Rosina aveva preferito non proseguire gli studi dopo le classi elementari, per stare accanto ai genitori ed ai fratelli.
Nel 1937 Alesandro Bagnato fu trasferito a Vibo Valentia e la famiglia andò ad abitare nella casa di Terra Vecchia, prima di vedersi assegnare un appartamento Ina casa in via Scrimbia, a ridosso dell'area archeologica della greca Hipponion e del moderno Parco della Rimembranza.
La sera spesso mi univo a zia Rosaria e Rosina nella passeggiata sul corso, sotto il viale alberato che fiancheggia ancora oggi villa Gagliardi e poi a casa, dopo cena, a guardare la televisione. Tutti riuniti a seguire Lascia o raddoppia e gli sceneggiati che riscuotevano grande successo. Zio Alessandro si annoiava e andava presto a letto.
Io e mio fratello Francesco avevamo preso in locazione un locale a piano terra e zia Rosaria ci portava un minestrone denso e sugoso, saporitissimo. Per noi era una grande festa. Io studiavo al locale Istituto Tecnico per Geometri, Francesco approfondiva il mestiere di sarto.
Negli anni Cinquanta, il figlio Agostino aveva comprato una vettura Fiat 600 e di tanto in tanto accompagnava la madre Rosaria a visitare i genitori a Caria. Non mancava mai Rosina, molto legata ai nonni con cui era cresciuta, prima del trasferimento a Vibo Valentia. Non mancava mai zia Rosetta, l'ultima figlia di Agostino e di Maria Rosa Naso, scomparsa nel 2014. Studiava ragioneria a Vibo e viveva in casa della sorella. Le due ragazze, zia e nipote quasi coetanee, erano legatissime più di due amiche
Ricordo alcune manifestazioni politiche alle quali si prendeva parte, più per curiosità che per reale interesse, nelle lunghe serate autunnali. In particolare un comizio di Mario Alicata, affollatissimo e un altrettanto partecipato di Pietro Ingrao. Non mancavano gli incontri con dirigenti democristiani, a cominciare da Antonino Murmura. Io ero a fianco delle due zie e Rosina leggermente avanti: applaudivamo senza sapere talvolta esattamente il significato di quanto detto dall'oratore, tanta era la loro foga oratoria..
Molto corteggiate, zia e nipote attraversavano la folla con malcelata indifferenza. L'atmosfera era quella tipica meridionale, di cui è colma la narrativa italiana.
Qualche volta si andava al cinema, anche se la lettura dei fotoromanzi e delle riviste che oggi si chiamano di gossip assorbivano il tempo, prima dell'arrivo della televisione.
All'inizio degli anni Sessanta tutto cominciò a cambiare. Domenicantonio, dopo l'esperienza a Sarajevo, era tornato in Italia e viveva a Crotone, lavorava come tecnico nelle imprese che operavano nell'Opera Sila per la quotizzazione delle terre da assegnare ai contadini e poi come libero professionista. Sposato con una ragazza di Belvedere Spinello, ha avuto tre figli: Rosaria, oggi medico ospedaliero a Verbania, Alessandro tecnico industriale e Gennaro, geometra, presidente dell'Ordine dei geometri della provincia di Crotone.
Agostino continuava a vivere con i genitori a Vibo e svolgeva anch'egli l'attività di geometra. La morte prematura di Giuseppe a soli 26 anni nel 1963, creò una ferita dolorosa nella famiglia.
Rosetta, dopo l'esperienza di segretaria dell'agenzia Olivetti, si trasferì a Catanzaro per curare gli affari della famiglia Felice Siciliani de Cumis, portando a vivere con sé la madre. Vinse il concorso alla Provincia di Catanzaro, incaricata prima dell'assistenza alle madri single e poi responsabile del controllo amminitrativo de bilancio provinciale. Rosina rimase un po' isolata, dopo la morte dei genitori, ma le relazioni locali, la grazia e il garbo che la contraddistinguevano la portarono dopo poco tempo a sposarsi con Vincenzo Saragò, operatore scolastico; dal matrimonio è nato un figlio che, conseguita la laurea in architettura, ha preferito emigrare in Lombardia.
Rosina è rimasta sola con il marito e il figlio, dopo la scomparsa dei genitori. Anche Agostino aveva lasciato la casa, in seguito al matrimonio con Marianna, una volitiva orefice molto stimata nell'ambito commerciale vibonese.
La morte prematura del marito e la lontananza del figlio Francesco, le hanno lentamente fatto perdere il pieno contatto con la realtà.
Ogni volta che sono tornato a Vibo Valentia, sono andato a trovarla, salutandola con l'affetto sincero che si nutre verso i parenti con cui si è cresciuti. Anche mio padre Costantino e mia madre Caterina sono rimasti legati a lei fino all'ultimo, come del resto agli altri nipoti.
Rosina è l'ultimo ramoscello dell'albero Bagnato, comprendente i due rami. Scomparsa nel mese di luglio 2025 in una residenza assistita, riposa nella tomba di famiglia a Vibo Valentia. Sarà ricordata per il suo carattere dolce e socievole, l'amabilità e la bellezza giovanile per via dei capelli fulvi e la carnagione lentighginosa.
AGOSTINO BAGNATO
ROMA 27 AGOSTO 2025
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