LA SCOMPARSA DI NINO FONTANA LASCIA UN VUOTO UMANO E UN VASTO RIMPIANTO NON SOLO IN SICILIA

Nino Fontana non dice molto a coloro che non sono stati protagonisti delle lotte agrarie in Sicilia e nel Mezzogiorno alla fine del secolo scorso. É ricordato più per l’ingiusta accusa di associazione mafiosa esterna, per cui è stato incarcerato a Palermo, poi completamente assolto perché il fatto non sussiste e risarcito dallo Stato per i gravissimi danni che ha subito sul piano morale, oltre alla sua attività imprenditoriale. Le due aziende da lui create sono state costrette al fallimento, procurando pesanti difficoltà all’intera famiglia.


Nino Fontana

Ma Nino Fontana è stato tra gli artefici della rinascita dell’agricoltura siciliana e il modo particolare della produzione agrumicola, vitivinicola ed orticola, a partire dagli anni Settanta del XX secolo. Nato a Villabate, cittadina vicino Palermo, di cui è stato anche vice-sindaco, aderì giovanissimo al PCI e impegnò le sue prime energie nella Cgil, per passare poi all’attività di partito come collaboratore di Emanuele Macaluso e successivamente di Pio La Torre. Le lotte per la rinascita del Mezzogiorno, il clima di rinnovata fiducia per le riforme strutturali nella campagne, gli interventi di sostegno all’agricoltura previsti dalla Politica agricola europea e dal Piano agricolo nazionale al tempo del governo delle larghe intese, spinsero Fontana a impegnarsi nella costruzione di cooperative per la raccolta e la commercializzazione dei prodotti locali, oltre a fornire mezzi tecnici ed assistenza ai produttori, ottenendo risultati importanti nell’area  palermitana che fungeva da volano ed esempio per le altre zone della Sicilia e del Mezzogiorno.

L’adozione delle misure europee e nazionali per la difesa del reddito dei produttori agricoli  attraverso la determinazione del prezzo minimo per unità di prodotto, videro Nino Fontana adoperarsi nella costruzione di quel sistema di forme associative che avrebbe caratterizzato gli anni Settanta e Ottanta in tutta Italia. Egli è stato alla testa dell’ Associazione produttori agrumari, orticoli e industriali (APAOI) che aveva costituito con un tenace lavoro organizzativo e che avrebbe contribuito con le numerose associazioni dei produttori in tutta l’Isola a cambiare il volto dell’agricoltura siciliana e a dare ai produttori una connotazione imprenditoriale fino a quel tempo sconosciuta.
Sul piano nazionale era stimato e apprezzato per la forte inventiva organizzativa e per la capacità di tessere legami e rapporti utili per la crescita delle diverse associazioni, confrontandosi positivamente con le altre realtà regionali ed europee.


Nino Fontana in una foto recente

Nino Fontana se n’è andato ancora giovane, per un malore improvviso, ancora amareggiato per la drammatica vicenda giudiziaria in cui è stato coinvolto, destinata a cambiare la sua esistenza e quella della sua famiglia. La moglie Stella e i figli Ivan e Sonia gli sono stati sempre vicini, così come numerosi compagni ed amici in tutta Italia gli hanno fatto sentire la loro amicizia e affetto.
Se ne è andato un democratico autentico, uomo libero e strenuo difensore della legalità in ogni campo. Il suo impegno sul fronte del contrasto alla mafia è stato sempre evidente e palpabile. Anche per questo probabilmente ha pagato un prezzo così alto.

Agostino Bagnato
Roma, 9 febbraio 2022

Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti. Non fa uso di cookie di profilazione. Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information