Franco Bruni, Romanzo Familiare, Grafiche Martintype,  Colonnella, 2024
di Ettore Ianì

Franco Bruni, prima di essere un pescatore è un animal spirits, di keynesiana memoria, ed è dominato da una smodata voglia di scrivere. Una passione esagerata che lo accompagna fino a scrivere questo dilettevole libro. Cento pagine di un racconto autobiografico che  contengono storie realmente vissute e raccontate in modo efficace, dove il mare, la pesca, la vita della marineria dei pescatori campeggiano in prima piano. Il libro chiude con  "Con l'angolo della poesia".
La prima è dedicata alla morte del fratello Albino, poi alla Lampara, sistema di pesca notturna per la cattura del pesce azzurro. Con Amore Impossibile, Sogni infranti e Se potessi, si abbandona, invece, ad un'atmosfera di tenera e profonda intimità.
Dietro le apparenze del vicino di casa simpatico, del collega amichevole, del partner premuroso, era sempre in agguato l'anima del sindacalista rompiscatole. Sicuramente battagliero e combattivo  contro quello che (a suo dire) andava contro gli interessi dei pescatori, dell' ambiente marino e dello sfruttamento delle risorse. Sovente vivace, ma mai aggressivo e inopportuno. Sempre rispettoso delle regole del gioco. Le richieste, anche quelle egoistiche settoriali, vengono sempre coniugate con gli interessi del bene comune e dell'equità sociale. Dotato di una forte integrità personale, rispettoso verso l'ambiente e le persone con cui entra in contatto, conquista la stima e la fiducia non solo dei suoi colleghi, ma anche dell' Associazione Nazionale Cooperative di Lega/Pesca, a cui è un leale e fedele associato. Reclama strumenti innovativi di sviluppo sostenibile delle risorse che consentano una gestione integrata di tutte le interazioni umane, ambientali, economiche dell'attività di pesca. La sua ossessiva fissazione di scrivere è stata sempre orientata  contro i potenti, gli interlocutori istituzionali per  rivendicare le ragioni "più in sintonia con i bisogni della gente umile ed emarginata" (Pag.20)
Anche se i familiari e i  parenti pescatori cercarono di dissuaderlo, Franco scelse la via del mare e a diciassette anni, col fratello  Arturo, "si dedica alla pesca a strascico con una piccola imbarcazione di sua proprietà" (Pag. 25).  Tecnica questa che fa adagiare la rete sul fondale per poi farla  trascinare  sul fondo del mare. Da allora, siamo nel 1965, il percorso di imprenditore, dotato di notevole intuito nel prevedere gli sviluppi settoriali, cerca con scrupolo il successo investendo sui comparti inediti, dove le analisi di mercato settoriali non lasciavano intravvedere grandi prospettive. Nel 1992 acquista, avendo intuito "le mutate esigenze operative" (Pag.31) un peschereccio d'altura di cento tonnellate di stazza per la pesca in acque con profondità di oltre 30 metri, dove è possibile catturare pesci di grande dimensioni come il pesce spada o il tonno non presenti in acque basse e con un alto valore commerciale e con un buon margine di profitto. Nel 1998 intuisce che il lavoro solitario, individuale e l'isolamento hanno fatto il loro tempo. Costituisce, per passare a una dimensione di integrazione, interrelazione e interconnessione, l 'Associazione  di Impresa tra le unità della Circuizione: pesca utilizzata per pescare specie che vivono in banco, da quelli più piccoli come le acciughe a quelli più grandi come il tonno. L'associazione, in onore alla sua regione, viene battezzata "Abruzzo Pesca" (Pag.33), di cui divenne un presidente imperituro.

Una scelta strategica aggregativa che consente di concentrare l'offerta e migliorare la commercializzazione dei prodotti dei soci, pianificare e adeguare la produzione alla domanda, razionalizzare i costi di produzione. Intuisce che bisognava abbandonare quella parte di settore dominata da una struttura artigianale, sottocapitalizzata e connotata da una elevata presenza di micro imprese familiari, estranea ai processi di concentrazione.
Un'opera di concentrazione dell'offerta da parte dei produttori, altrimenti irrealizzabile da parte di ciascuna impresa singolarmente considerata e una valorizzazione del tessuto economico locale. "Un'associazione che tenesse unite le file di un comparto lavorativo storicamente disgregato. Sta di fatto però che, ad associazione pienamente operativa, gli interessi economici divennero comuni" (Pag. 33). Dopo pochi anni l'Associazione Abruzzo venne riconosciuta dalla Unione Europea come Organizzazione di Produttori (OO.PP.). Ciò garantì di allentare il carattere di separatezza, marginalità e isolamento in cui il settore pesca veniva confinato, per passare a una dimensione di maggiore integrazione con tutte le attività legate all'utilizzo della risorsa. Un'efficace integrazione tra le esigenze connesse all'attività di pesca e quelle inerenti all'ambiente e al benessere della comunità costiera di Martinsicuro. Una scelta che rafforzò il potere contrattuale collettivo dei pescatori, ma anche quello politico di Bruni che utilizza per rafforzare il suo ruolo, non certo recondito, di leadership. Consolida e rende più vigorosa la sua vocazione di dialogare con i  ministeri, regione, Unione Europea, organizzazione di categoria, fino a scrivere che Governo, Sindacati, Associazioni  nazionali di categoria, sulla difesa dei "piccoli pelagici", giusto per fare un esempio, furono costretti a sposare le sue idee, con "pieno orgoglio e soddisfazione per le proposte da noi avanzate. (Pag. 41). "L'Associazione Abruzzo pesca ancora una volta, scrive Franco Bruni a pagina 43, si sentì gratificata per l'epilogo favorevole di una specifica istanza sollevata in cui si era spesa con passione". Senza ombra di dubbio il suo contributo c'è sempre stato, ma la posizione di preminenza, con funzione di guida organizzativa, politica e di rappresentanza del settore dell'economia ittica, almeno fino agli anni 2015, era nelle mani esperte e di grande perizia delle associazioni nazionali delle cooperative. Nulla però toglie ai contributi puntuali e generosi del moderno Tommaso Aniello d'Amalfi, meglio noto come Masaniello, pescatore e pescivendolo, anche lui desideroso di combattere per i diritti del popolo, fino a divenire capopopolo alla guida della rivolta napoletana. 

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