Le prime luci dell'alba,
timorose e incerte
entrano dalla finestra aperta.
niente ode il mio orecchio teso
e la mia mente inerte.
Immerso in questo silenzio strano,
il pensiero s'invola
nel non lontano tempo passato
Quando, il mio risveglio,
del gallo al primo canto,
era da un concerto musicato.
Al chioccolio della gazza,
aspro e stridente,
rispondeva l'allegro cinguettio dei passeri
e non lontano delle tortore il tubar suadente.
E mentre la mia mente sprofondava,
di questi suoni, nel turbinio
le mie stanche membra si adoperavano
per dare alle fatiche del nuovo giorno l'avvio.
Apro gli occhi e vedo
nello specchio riflesso il mio viso
canuti i pochi capelli,
di rughe e segni indelebili il volto intriso.


Segue un attimo d'indecisione inaudita,
son io? Mi turbo, mi acciglio
poi sorrido: sciocco, di che ti meravigli?,
è la vita.
di Agostino Gennaro