di Roberto Fontana

il filo d’oro

rinasco — sempre nuovo nelle prigioni
del dolore — da dimensioni di cenere
emergo —  dalla rinascita
attraverso il fuoco — le ali
mie consumate ora non sono
che radici di pelle ustionate —
senza piume — ma la paura
che ora guardo diretta
si dissolve — ogni cosa
si scompone e ricompone
di fronte al mio occhio
con nuova armonia

vengo dal deserto nero —
dove una tempesta continua
stride all’orecchio come denti
a bufera su ogni cosa
animata e inanimata —
e un’oscura cortina
ammanta di nubi il cielo
e lo abolisce

il filo d’oro però
che traluce in terra — dono
perpetuo del bene
e dei suoi dolci sapienti —
mi dice che l’uscita
sta altrove — in un luogo
più profondo

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