di Agostino Bagnato
Sapevamo che l'ISIS e Al-Qaeda non erano state del tutto sconfitte negli scorsi anni. Sapevamo che si diffondevano in molte zone dell'Africa e dell'Asia. Quello che non sapevamo, almeno io che non sono un esperto di politica mediorientale, è che la capacità di riorganizzarsi in Mesopotamia fosse così forte ed estesa. Improvvisamente, come è successo con Abu Bakr al-Baghdadi in Iraq oltre dieci anni fa, autoproclamatosi Califfo del territorio tra Iraq e Siria chiamato Califfato islamico di Baghdad, un gruppo pressoché sconosciuto è riuscito a conquistare Damasco in soli dieci giorni, mediante una marcia trionfale da Aleppo e Idlib attraverso Homs e i centri più importanti, senza incontrare resistenza alcunché da parte del temuto e temibile esercito siriano né da parte della popolazione. Com'è stato possibile accumulare armi, munizioni, carri armati, mezzi blindati senza che nessuno se ne accorgesse? Che il regime di Bashar Assad fosse odiato dalla popolazione era risaputo, ma fino al punto di provocare l'impotenza totale, nessuno lo avrebbe creduto.
All'alba dell'8 dicembre, le milizie di Abu Mohammed al-Jolani sono entrate senza incontrare la ben che minima resistenza nella Damasco che tutti conosciamo per la sua storia plurimillenaria, legata anche alla nascita e alla diffusione del Cristianesimo.
Bashar al-Assad è fuggito non si sa dove, dopo aver messo in salvo e sistemato la famiglia, a quanto pare a Mosca. Dove si sarebbe rifugiato egli stesso, comportandosi non proprio da combattente in difesa del.proprio potere e del proprio paese, non lo sa nessuno.
Abu Muhammed al-Jolani
Lo stesso bisogna dire di Abu Muhammed al-Jolani. Si sa che è nato a Ryad nel 1982, che nel 2002 si è trasferito in Siria e poi in Iraq. Chi lo conosce lo descrive islamista radicale, aderente ad AL Qaeda. Ha avuto tutto il tempo di preparare milizie jiadiste pronte al martirio per la causa. Probabilmente, professando anche fiducia nel terrorismo stragista.
Cosa succederà adesso? È presto per dirlo. Assai è scomparso, ma il ngoverno esiste ancora e lo Stato siriano continua a svolgere le sue funzioni. I principali paesi europei e la Russia hanno svolto un primo incontro, al pari dell'ONU, Unione Europea, Israele e Stati Uniti. Nel frattempo, si apprende che Bashar al-Assad si sarebbe dimesso da presidente e si troverebbe a Mosca. Avrebbe chiesto una transizione pacifica del potere. Almeno questo!
Un altro fronte di combattimenti sarebbe nefasto per qualsiasi prospettiva di pace a breve sui fronti già aperti.
Roma, 8 dicembre 2024
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