A DUE ANNI DALL'AGGRESSIONE RUSSA ALL'UCRAINA
Il 24 febbraio 2022 l'Armata russa aggrediva da più parti l'Ucraina. Vladimir Putin aveva definito quell'intervento "Operazione militare speciale" e doveva portare alla caduta del governo Zelenskij e alla creazione di un governo non ostile. A due anni dall'inizio di quella tragedia, la situazione è sotto gli occhi di tutti: centinaia di migliaia di morti tra militari e popolazione civile, immani distruzioni, desertificazione di territori, crollo del livello di vita in tutta l'Ucraina che continua a difendersi, ridotta alla quasi disperazione.
Non si vede ancora una via di uscita. L'Occidente continua a sostenere l'Ucraina, pur sapendo che il suo futuro non sarà Zelenskij. Gli aiuti economici servono per mantenere la popolazione, essendo compromessa la base produttiva dalla guerra. Nessuno crede più a una vittoria militare, rimangono poche speranze di cacciarer i Russi dai territori occupati. Ma prospettive di cessate il fuoco e di pace non si vedono.
È immorale continuare a sacrificare migliaia di giovani se la prospettiva è l'agonia infita. Basta con l'ipocrisia!

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